Agora Skidrow: Memorie di un giornalista fallito

“E scorre lentamente. Non come un fiume in piena, ma come un piccolo ruscello che s’insinua timido tra la selva. Così corre l’anima attraverso il nostro corpo trasportata dal sangue.

Alcuni non sanno ancora se sia l’anima che dà forza al sangue di scorrere, o l’inverso. Ma questa è la storia, figliolo, la sua Fame Eterna, nasce da lì, per questo dilania con le sue lame le sue vittime”.

 

Forse ho sbagliato a iniziare da qui. Forse avrei dovuto scrivermi una scaletta, o seguire qualche schema narrativo. Insomma, facciamo una dichiarazione d’intenti, non sono un narratore, è la prima volta che mi ritrovo a scrivere una storia. Normalmente non scrivo storie. Scrivo semplicemente interviste, o potrei egocentricamente affermare: SONO UN GIORNALISTA, ma così non è. In genere mi limito a trascrivere delle interviste, fatte da grandi reporter a personaggi famosi per il giornale per cui lavoro, il faro dell’Agora. Si, lo so cosa state pensando: “Che giornale del cazzo!”; si lo è effettivamente, ma come si dice, pagano decentemente, e non rompono.

Però qualcosa è cambiato, credo, o meglio spero. Da quando è iniziato questo torneo, che poi non ho ancora ben capito se sia un torneo, o semplicemente un’occasione per fare soldi, mi hanno cominciato a dare incarichi seri.

Beh, seri… diciamo che lavoro più in autonomia. Comunque, per farla breve, senza troppe autocelebrazioni, ma forse me le merito, insomma, sono sempre stato nelle retrovie e finalmente ho l’occasione di dimostrare quanto valgo!

Più o meno da un mese, è iniziato una sorta di torneo, qui ad Agora, il Paragon. E se devo essere proprio sincero, non ho ancora ben capito che tipo di competizione sia; ma a quanto pare, neanche gli organizzatori stessi sanno bene descrivere questo particolare evento.

Infatti non c’è un vero e proprio premio. Cioè, non credo che ottenere il titolo di sommo Paragon sia l’aspirazione di un mercenario professionista. Probabilmente, molti partecipanti fanno soldi con gli sponsor, altri per pubblicità, come quella cantante pop asiatica che lancia lupi d’amore. Quella ragazza è veramente strana. Però devo ammettere che non sa solamente cantare bene. Mena anche le mani, non poco!

Ritornando a noi, o forse sarebbe meglio dire, a me, e al mio incarico, che dopo già decine di parole ancora non vi è chiaro, esattamente come non lo è ancora per me.

Per farla breve, cosa ardua, mi hanno ufficialmente incaricato di scrivere dei dossier sui partecipanti a questa assurda competizione, per aiutare i lettori, e gli spettatori, a capire chi hanno davanti, ad andare oltre la semplice scommessa fatta sul proprio favorito, mostrando la loro umanità, ammesso che per alcuni effettivamente se ne possa parlare.

Non sapevo da chi cominciare, né tantomeno dove recuperare le informazioni necessarie, ma mi sono armato di pazienza e coraggio e ho trascorso intere notti nei peggiori bar di Monolith per strappare più informazioni possibili sui nostri “eroi”. E la cosa curiosa è che ho recuperato più materiale nelle peggio bettole che attraverso i soliti canali.

Questo è più un diario personale che un vero e ufficiale report; e spero che semmai qualcuno dovesse leggerlo sia clemente considerando lo stile e la veridicità di alcune fonti.

 

in fede,

 
 

Lex J.

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